Impresa e lavoro (313)

Il 6 marzo 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 22/2015 – operativo dal 7 marzo 2015 – recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

Il decreto ha introdotto un ammortizzatore sociale unico - la NASPI - per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro e che dal 1 maggio 2015 sostituirà l’Aspi e la Mini Aspi.

 

A chi spetta:

E’ rivolta a tutti i lavoratori dipendenti con esclusione di quelli a tempo indeterminato delle P.A. e degli operai agricoli (OTD e OTI).

 

Requisiti del lavoratore:
Per accedervi è necessario che i lavoratori abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

  • siano in stato di disoccupazione;

  • possano far valere, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;

  • possano far valere 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

 

Durata:

È uguale al numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.

Dal 1° gennaio 2017 la NASpI è corrisposta mensilmente per un massimo di 78 settimane

 

Trattamento economico

L’assegno è rapportato alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

In particolare:

  • se l’importo sia pari o inferiore a 1.195 euro (importo del massimale 2015 stabilito dall’inps), la NASpI è pari al 75% della retribuzione mensile;

  • se l’importo è superiore a 1.195 euro, la NASpI è pari al 75% incrementato di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

In ogni caso, essa non può superare l’importo mensile di 1.300 euro. Esso si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del 4° mese di fruizione.

 

Per beneficiare dell’assegno va inoltrata telematicamente domanda all’INPS entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Essa decorre dall’8°giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Il lavoratore può richiedere la liquidazione anticipata dell'intero importo del trattamento per avvio di attività lavorativa con domanda all’INPS entro 30gg

Il 6 marzo 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 22/2015 – operativo dal 7 marzo 2015 – recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

Il D.Lgs. n. 22/2015 – attuativo del Jobs act (L. n. 183/2014) - ha introdotto una misura di sostegno al reddito per coloro che siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno dopo aver esaurito la NASPI, ma i dettagli saranno definiti con Decreto interministeriale (MEF-MLPS), da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs. n. 22/2015.

 

A chi spetta:

L’assegno è rivolto ai lavoratori percettori della NASpI che abbiano fruito di questa per l’intera sua durata senza trovare occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno. Ha la funzione di fornire una ulteriore tutela di sostegno al reddito.

 

Requisiti del lavoratore:

Adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro.

In particolare, nel primo anno di applicazione gli interventi saranno prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni, quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano maturato i requisiti per i trattamenti di quiescenza.

 

Durata:

È erogato mensilmente per un massimo di 6 mesi.

 

Trattamento economico

L’importo dell’assegno sarà pari al 75% dell’ultima indennità Naspi percepita e, in ogni caso, non potrà superare l’ammontare dell’assegno sociale. 

 

La domanda deve essere presentata all’INPS che riconoscerà il beneficio in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande fino ad esaurimento delle risorse del Fondo istituito dal Ministero del Lavoro con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2015 e 200 milioni di euro per il 2016.

Sul sito istituzionale della Regione Siciliana sono state pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Garanzia Giovani in Sicilia e i primi elenchi dei soggetti che hanno presentato la propria candidatura come soggetti attuatori di cui all’Avviso pubblico per l’individuazione dei soggetti attuatori di tirocini extracurriculari anche in mobilità interregionale/transnazionale, pubblicato il 28 gennaio 2015.

 

Documenti pubblicati sul sito della Regione Siciliana

Garanzia Giovani Linee guida

04 MAR 2015 - Pubblicazione elenco n. 1 dei soggetti promotori dei Tirocini Formativi

05 MAR 2015 - Pubblicazione elenco aggiornato n. 2 dei soggetti promotori dei Tirocini Formativi 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito, con il Decreto Direttoriale del 23 gennaio 2015 n.1​1, l’estensione del campo di applicazione del bonus occupazionale Garanzia Giovani per incentivarne l’impiego.

In sintesi:

  • si rende possibile la fruizione del bonus anche per l'apprendistato professionalizzante, rimanendo esclusa la fruizione per quanto riguarda le altre due tipologie di apprendistato (per il diploma e di alta formazione);

  • ​l'agevolazione è prevista, inoltre, per i contratti a tempodeterminato che grazie alle proroghe del contratto originario abbiano raggiunto una durata minima di 6 mesi;

  • ha reso cumulabile il bonus occupazionale con gli altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva non selettivi rispetto ai datori di lavoro o ai lavoratori e, nei limiti del 50 per cento dei costi salariali, con quelli aventi natura selettiva.

La circolare n. 17 del 29-01-2015 INPS disciplina l’esonero contributivo introdotto della Legge n. 190/2014 e chiarisce anche  la compatibilità e quindi la possibilità di cumulo dell’esonero con altre forme di incentivo; di seguito lo schema delle varie possibilità:

 

Cumulabilità con incentivi di natura economica.

 

  • incentivo per l’assunzione di lavoratori disabili

  • incentivo per l’assunzione di giovani genitori

  • incentivo all’assunzione di beneficiari trattamento Aspi

  • incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani”

  • incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani –“Under 30” (cumulabile in parte)

  • incentivo per assunzione a tempo indeterminato in mobilità (legge 223/91) per la sola parte dell’indennità mensile che sarebbe spettata al lavoratore per il periodo residuo di diritto all’indennità

  • incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli (limitatamente agli operai)

 

Non Cumulabilità con incentivi di natura contributiva.

 

  • incentivo per assunzione di lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre 12 mesi,

  • incentivo per assunzione di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi ovvero prive di impiego da almeno 6 mesi e appartenenti a particolari aree (art. 4, c. 8, Legge 92/2012)

Pagina 23 di 23