Credito di imposta per ricerca e sviluppo

Beneficiari:

Tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni, nel territorio dello Stato, di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle Finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996.

 

Iniziative finanziabili:

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2017, ai fini della determinazione del credito d’imposta di ricerca e sviluppo al 50% sono ammissibili le spese relative a:

  • personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio (devono essere acquisiti dall’impresa, a titolo di proprietà o di utilizzo), nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti dalla normativa di riferimento, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’Imposta sul Valore Aggiunto;
  • spese relative a contratti di ricerca (extra- muros) stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative di cui all’articolo 25 del Decreto-Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221;
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

 

Agevolazioni concesse:

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta nella misura del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

Il credito d’imposta può essere utilizzato, anche in caso di perdite, a copertura di un ampio insieme di imposte e contributi.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

Il beneficio è cumulabile con:

  • Iperammortamento e Superammortamento.
  • Nuova Sabatini.
  • Patent Box.
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE).
  • Incentivi agli investimenti in startup e PMI innovative.
  • Fondo Centrale di Garanzia.

 

Scadenza:

Il credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo potrà essere fruibile a partire dal 31 dicembre 2014 fino al 31 dicembre del 2020 (termine prorogato dalla legge di bilancio 2017)

 

Modalità di accesso:

Il credito d’imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi.

Le spese di R&S dovranno essere supportate da apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da altro professionista iscritto nel registro della revisione legale.